
E allora faccio finta di avere un giardino zoologico
di Gianfranco Brevetto
venerdì 12 marzo 2010
(...)Non so se ogni inizio delle cose, sempre per seguire Valéry,consista in una sostanza favolistica. Un’ipotesi affascinante, intrigante. Nella quotidianità, è evidente, le cose sono molto più complesse. Lo stesso Valéry arriva poi a spaventarci quando ci mette in guardia sul fatto che la parola stessa è il mezzo per il moltiplicarsi del nulla. Quello di cui siamo, nello specifico sono, certi è che il racconto umano, in particolar modo ciò che l’uomo narra di se stesso e della sua realtà, ha una speciale forza in base alla quale noi stessi organizziamo, interpretiamo e regoliamo, forse, ciò che ci circonda. Non è così, bimba del libro?
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